
Dagli organi di informazione e dai social si è appreso, anche visivamente (https://www.facebook.com/antdecaro/videos/2610452585853838/),
che numerose persone sono accorse ieri al parco di Largo 2 giugno a Bari, per svolgere all'aria aperta, una serie di attività.
Il momento è stato interrotto dal Sindaco #Decaro che ha invitato i presenti ad andare via e recarsi presso le proprie abitazioni, senza omettere di spiegare - ancora una volta (lo aveva già fatto attraverso comunicati ufficiali e non) - che indicazioni stabilite dal Presidente del Consiglio dei Ministri prima (https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/03/11/20A01605/sg)
e dal Presidente della Regione Puglia #Emiliano subito dopo (https://www.edscuola.eu/wordpress/wp-content/uploads/2020/03/Ordinanza-del-Presidente-della-Regione-Puglia-del-8-marzo-2020-11.30.pdf)
sono disposizioni a tutela della salute pubblica che devono essere rispettate.
Tranne qualche parola di dissenso, tutti i presenti sono usciti dall'area del Parco, consentendo al Sindaco di chiuderlo attraverso i cancelli.
Forse dovremmo tutti partire da tali presupposti e comprendere meglio il momento che stiamo tutti vivendo.
Tali presupposti, piacciano o no, sono dati oggettivi che, sin quando non saranno smentiti, scientificamente e dalle norme, sono comportamenti che bisogna adottare.
Punto primo : è stata dichiarata prima l'emergenza sanitaria, attraverso vari gradi di allerta, poi l'OMS ha dichiarato la #pandemia.
Punto secondo : il Governo Italiano ha stabilito norme di rispetto. La nostra #regione ha emanato un decreto con prescrizioni.
Punto terzo : la legge prevede che il mancato rispetto di norme può far discendere conseguenze anche di natura penale.
Punto terzo : tutto quanto oggettivamente su riportato, è evidentemente il risultato di uno studio e confronto tra coloro che avendone titolo, hanno contribuito a stilare una piattaforma di interventi e disposizioni, sicuramente per il bene della comunità cui appartengono e cui vengono chiamati a tutelare.
A fronte di tutto questo, qualcuno, oggi, discetta in termini di diritti alla passeggiata, di diritto al ritorno al proprio paese, di significato di #assembramento, giustificando (se non pretendendo il diritto di essere liberamente in pubblico in questo momento in un parco, perché a distanza l'uno dall'altro).
Diritti, tutti, riconosciuti, ma non evidentemente un questo momento, e non consentiti dalle norme richiamate, se non con particolari obblighi. (per es. il rientro nel proprio paese è consentito, ma se il luogo di provenienza è uno tra quelli dichiarati #zonarossa, fa discendere l'obbligo di comunicazione e comunque di isolamento fiduciario.
Al di là delle norme, poi, vi è da aggiungere che è stato spiegato da tutti i Governi dei paesi maggiormente colpiti dall' #epidemia (oggi #pandemia), che le ragioni di sicurezza e cautela, sono giustificate anche e soprattutto da ragioni che riguardano l'efficace operatività del personale medico e paramedico, e da ragioni di contenimento del numero di pazienti da ospedalizzare, stante l'evidente limite di strutture e posti.
A questo proposito non è mancato chi ha iniziato una polemica sulle scelte di politica sanitaria (vedi chiusura ospedali), salvo poi gli stessi - qualche tempo addietro - plaudire alla scelta del contenimento della spesa sanitaria, anche sotto tale aspetto.
Senza addentraci nelle ragioni o meno di queste scelte, una cosa appare evidente : oggi non è il momento di discutere più o meno amabilmente di scelte di politica sanitaria; oggi non è il momento di criticare norme o inviti alla prudenza; oggi non è il momento di effettuare screening sui curricula di scienziati che hanno stabilito linee guida e di intervento.
Oggi forse è il momento di comprendere che siamo travolti da problemi ben più gravi, i cui effetti negativi dureranno chissà per quanto tempo ancora.
E non come dice qualcuno che sostiene che al termine di questo periodo di due settimane .. tutto sarà finito e riprenderà la normalità.
Pensiamo ai sacrifici di chi è in prima linea e non può permettersi di fare una passeggiata al parco .. per salvare le nostre vite.
L'intolleranza a qualsiasi cosa non si adatti alle nostre "aspettative" e gradimento, ormai è uno sport nazionale. Ha molta presa tra gli individui. Ma questo non è il momento.
A proposito : nel video di Fb, si vedono chiaramente più persone tra l'altro senza mascherine, in vari momenti e in diversi spazi del Parco, a meno di un metro di distanza uno dall'altro. Proprio quello che il DPCM vieta alla lettera D) del punto 7. Rileggiamolo tutti.